Per la medica d’urgenza Anna Brunello, il cambiamento risulta evidente nella cabina: «Le cure mediche d’urgenza nella cabina di un elicottero sono molto impegnative. Una maggiore libertà di movimento e la disposizione ottimizzata del materiale e delle attrezzature aumentano la sicurezza e la qualità del trattamento. È ancora più semplice garantire un miglior accesso alle vie respiratorie, posizionare un accesso venoso o fare un’ecografia».
Dal punto di vista medico, hanno un grande impatto anche fattori minori: «Meno vibrazioni, meno rumore e migliori possibilità di riscaldamento significano maggiore comfort per l’equipaggio e i pazienti». Un’altra novità è poter prestare le prime cure mediche al riparo, all’interno dell’ elicottero, a terra o in volo. «Con il Da Vinci, molte operazioni venivano eseguite all’esterno, al freddo, con il vento o la neve.»
L’H145 D3 è particolarmente adatto anche per i pazienti in terapia intensiva o per i neonati prematuri nell’incubatrice da trasporto.
«Anche noi mediche e medici d’urgenza siamo stati ben preparati a questo cambiamento. In febbraio abbiamo svolto una riqualificazione teorica, seguita da tre giorni intensivi alla base di Locarno», spiega Anna Brunello. Hanno esercitato le procedure di routine per l’imbarco e lo sbarco, come pure gli interventi con il verricello.
Il nuovo elicottero richiede anche un periodo d’adattamento: «La nuova configurazione della cabina separa un po’ di più la cabina dal cockpit. La comunicazione e il lavoro di squadra non cambiano, ma è comunque un po’ diverso rispetto a prima».
Guardando al futuro, la medica d’urgenza conclude: «Attendo con entusiasmo i prossimi interventi e sono orgogliosa di far parte di questo cambiamento».