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«La formazione professionale ci sta a cuore»

Jasmine Brunner, responsabile della formazione professionale, spiega quali percorsi formativi offre la Rega e perché l’apprendistato è così vario e interessante.

Quali sono i suoi compiti come responsabile della formazione professionale? 

Sono la responsabile principale di tutte le persone in formazione che svolgono un apprendistato alla Rega nel settore commerciale, informatico o logistico. Per tutta la formazione sono quindi la persona di riferimento centrale per le apprendiste e gli apprendisti, e garantisco una formazione interna professionale per tutte le professioni. Nel settore commerciale sono inoltre formatrice professionale e formatrice pratica. Mostro loro i nostri processi, li sostengo nel lavoro quotidiano e li coinvolgo anche nel processo di reclutamento e d’inserimento delle nuove apprendiste e dei nuovi apprendisti. 

Come si svolge l’accompagnamento nel quotidiano? 

Le persone in formazione sono sempre affiancate e seguite da formatrici e formatori pratici motivati. Mi sta però molto a cuore anche lo scambio personale. Le incontro quindi regolarmente per un caffè o per pranzo. Questo contatto ravvicinato mi permette di sapere come stanno e, se lo desiderano, di sostenerle. 

Quanti apprendisti sta formando ora la Rega? 

Per ogni anno d’apprendistato abbiamo due persone nel settore commerciale, una nella logistica e, dall’estate, una nella mediamatica. In tutto formiamo otto apprendisti.

Come vivono questo periodo le persone che sono in formazione? 

All’inizio, il periodo di formazione è sicuramente intenso. Bisogna innanzitutto trasmettere molte conoscenze teoriche e pratiche. Con il tempo, chi si sta formando assume sempre più responsabilità e impara a svolgere i suoi compiti in modo sempre più autonomo, prima di passare al reparto o al semestre successivo. Alla fine dell’apprendistato, molte persone sono abbastanza sotto pressione per via delle procedure di qualificazione. 

La Rega propone anche seconde formazioni? 

Sì, ogni anno formiamo due meccaniche o meccanici di elicotteri, che hanno già concluso un primo apprendistato e seguono una seconda formazione alla Rega. 

Cosa rende attrattiva la Rega come azienda formatrice? 

Da noi la formazione professionale è molto importante. Inoltre, come azienda formatrice siamo molto versatili. Le apprendiste e gli apprendisti possono conoscere diversi reparti e assumere responsabilità fin da subito. Un altro nostro punto di forza è l’atmosfera familiare: alla Rega ci si conosce e ci si saluta, non siamo un’azienda anonima. Le persone in formazione fanno parte della Rega fin dal primo giorno e vengono considerate membri a pieno titolo del team. Lo apprezzano molto e ce lo confermano spesso. 

Cosa portano con sé dopo tre anni le persone in formazione? 

Oltre alle conoscenze scolastiche e pratiche, acquisiscono un bagaglio molto più ampio. Imparano a essere responsabili e a lavorare in modo autonomo, ad affrontare le sfide e a collaborare nel team. Questo include anche la capacità di stabilire priorità e affrontare i problemi apertamente. Tutto ciò rappresenta un’ottima base per il loro futuro professionale. 

Il rapporto di lavoro termina alla fine dell’apprendistato? 

Spesso alle apprendiste e agli apprendisti interessati possiamo offrire una soluzione di continuità, almeno a tempo determinato. È positivo, perché sono collaboratrici e collaboratori preziosi. Alcune persone hanno altri progetti: viaggiare o fare la maturità professionale. 

Cosa le dà più soddisfazione nel suo lavoro? 

Accompagnare le persone in formazione. Iniziano l’apprendistato da noi a 15 o 16 anni e lo terminano a 18 o 19: tra l’inizio e la fine c’è un’evoluzione enorme. Sono orgogliosa quando vedo come crescono, sia dal punto di vista professionale sia personale. Mi fa inoltre piacere sapere che inseriamo nel mondo del lavoro professionisti altamente qualificati. Infine, trovo sempre molto arricchente lo scambio con le persone in formazione, perché portano nuove idee e competenze alla Rega. E questo fa progredire tutti noi.

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